{"id":1506,"date":"2019-07-31T14:45:10","date_gmt":"2019-07-31T12:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=1506"},"modified":"2019-10-06T14:30:58","modified_gmt":"2019-10-06T12:30:58","slug":"introduzione-inclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=1506","title":{"rendered":"Inclusione &#8211; Presentazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine <em>inclusione\u00a0<\/em>lo si ritrova nei convegni, nelle circolari ministeriali, nei progetti finalizzati all\u2019integrazione delle persone con disabilit\u00e0 all\u2019interno del sociale e delle istituzioni educative: sembra quindi che ci sia uno sfondo comune che ne accompagna l\u2019utilizzo. Una riflessione pi\u00f9 attenta porta per\u00f2 a sottolineare come l\u2019impiego dello stesso termine non corrisponda ad una identit\u00e0 teorica e di prospettiva: infatti si delineano\u00a0differenze e accentuazioni diversificate per quanto riguarda sia la dimensione concettuale dell\u2019inclusione sia le sue forme attuative. Per questo diventa necessario evidenziare i diversi riferimento teorici e di ricerca allo scopo di evitare il rischio che l\u2019inclusione, come \u00e8 avvenuto per l\u2019integrazione, diventi un concetto concettualmente indifferenziato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora, cos\u2019\u00e8 l\u2019inclusione e quale paradigma assume soprattutto in riferimento alla disabilit\u00e0? Seguendo la prospettiva dei Disability Studies<a href=\"\/\/41B205A5-0532-4A77-932D-0C0472FE2DE1#_ftn1\">[1]<\/a>e gli studi italiani di questi ultimi anni (Medeghini, 2005; 2006 b; 2013; Medeghini\u00a0 e Valtellina 2006 a; D\u2019Alessio, 2007; 2013; Vadal\u00e0, 2009; 2013) si potrebbe utilizzare questa breve sintesi introduttiva che delinea le caratteristiche rilevanti dell\u2019 Inclusione. L\u2019inclusione,<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>si rivolge a tutte le differenze senza che queste siano definite da categorie e da criteri deficitari, ma pensate come modi personali di porsi nelle diverse relazioni e interazioni (sociali, scolastiche, educative, istituzionali); <\/li><li>si riferisce a tutte le persone e non a gruppi particolari come nel caso dell\u2019integrazione;<\/li><li>tende a superare ogni forma di discriminazione e di esclusione sociale, istituzionale ed educativa; <\/li><li>richiede un cambiamento del sistema culturale e sociale esistente per permettere la partecipazione attiva e piena di tutti; <\/li><li>contrasta i processi di omogeneizzazione, creando le condizioni per la libera scelta ed espressione di tutti; <\/li><li>costruisce contesti inclusivi in grado di rispondere alle differenze di tutti, eliminando le barriere sociali, culturali, economiche e istituzionali disabilitanti; <\/li><li>richiede inoltre di superare l\u2019egemonia di un linguaggio \u00ababilista\u00bb e \u00abnormativo\u00bb, restituendo la voce al pensiero delle persone con disabilit\u00e0 e alla loro azione;<\/li><li>colloca la sua riflessione e il suo processo all\u2019interno dei giochi di potere e della governamentalit\u00e0 (M. Foucault, 1999), togliendo i sistemi delle relazione dal rischio della neutralit\u00e0 e della genericit\u00e0;<\/li><li>richiede di esplicitare i riferimenti teorici delle enunciazioni dei Diritti per le Persone con Disabilit\u00e0 per evitare ambiguit\u00e0 interpretative. <\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da queste premesse consegue che l\u2019Inclusione non assume il deficit come fattore interno alla persona e come causa del non funzionamento, ma lo colloca all\u2019interno dei processi disabilitanti prodotti da contesti, saperi disciplinari, organizzazioni e politiche incapaci a fornire una risposta adeguata alle differenze delle persone. \u00a0Come si pu\u00f2 osservare, l\u2019Inclusione \u00e8 un processo che problematizza gli aspetti della vita sociale, delle istituzioni e delle politiche: per questa sua complessit\u00e0, si presenta come un processo dinamico, instabile, in continua costruzione, in quanto l\u2019<em>essere inclusi<\/em>non \u00e8 vincolato a un ruolo prescrittivo, a una norma o a una costrizione , ma implica una continua strutturazione e destrutturazione delle organizzazioni e dei contesti istituzionali e sociali e un\u2019attenzione che d\u00e0 voce a chi li abita e li vive (Medeghini R., Simona D\u2019Alessio, Giuseppe Vadal\u00e0, 2013, p.197).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"\/\/41B205A5-0532-4A77-932D-0C0472FE2DE1#_ftnref1\">[1]<\/a>I Disability Studies si sono sviluppati negli ultimi trent\u2019anni in ambito prevalentemente angloamericano e nord europeo. I DS pur all\u2019interno di un\u2019ampia differenziazione condividono per\u00f2 una trama comune che comprende il rifiuto del modello medico-individuale come fondamento delle concettualizzazione relative al deficit e alla disabilit\u00e0, una finalit\u00e0 di emancipazione e autoaffermazione sociali per le persone con disabilit\u00e0, un approccio critico in relazione al linguaggio e alle pratiche sociali ed educative dell\u2019esclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine inclusione\u00a0lo si ritrova nei convegni, nelle circolari ministeriali, nei progetti finalizzati all\u2019integrazione delle persone con disabilit\u00e0 all\u2019interno del &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[12],"class_list":["post-1506","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articolo","tag-inclusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1506"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1858,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1506\/revisions\/1858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}