{"id":2331,"date":"2020-06-30T17:28:40","date_gmt":"2020-06-30T15:28:40","guid":{"rendered":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=2331"},"modified":"2020-06-30T17:28:40","modified_gmt":"2020-06-30T15:28:40","slug":"la-reiscrizione-degli-alunni-con-disabilita-dove-sta-linclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=2331","title":{"rendered":"La reiscrizione degli alunni con disabilit\u00e0. Dove sta l\u2019inclusione?"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: center\">(Pubblicato su Testata giornalistica Superando, 18 giugno 2020)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">( Roberto Medeghini)<\/p>\n\n\n\n<p>Pedagogista, ha insegnato Pedagogia Speciale presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo. \u00a0Svolge attivit\u00e0 di ricerca e formazione sui temi dell\u2019Inclusione scolastica e sociale nella prospettiva dei Disability Studies e Disability Studies Education.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>emendamento al \u201cDecreto Scuola\u201d<\/strong>\u00a0<em>[Decreto Legge\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-04-08;22!vig=\"><strong><em>22\/20<\/em><\/strong><\/a><em>, convertito nella Legge\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2020\/06\/06\/20G00059\/sg\"><strong><em>41\/20<\/em><\/strong><\/a><em>, N.d.R.]<\/em>\u00a0inerente la\u00a0<strong>reiscrizione degli alunni con disabilit\u00e0 nella medesima classe<\/strong>\u00a0frequentata nel corrente anno scolastico, solleva confronti e valutazioni nel merito dell\u2019impostazione e nella sua ricaduta sull\u2019inclusione.\u00a0Alcune letture ci presentano interventi critici: gi\u00e0 nel maggio, il CIIS (Coordinamento italiano insegnanti di sostegno) presenta un comunicato in dissenso alla reiscrizione, evidenziando\u00a0 \u201c\u2026 <em>una grave discriminazione nei confronti degli alunni con disabilit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Attualmente si riscontrano interrogativi su Disabili.com sul senso dell\u2019inclusione: \u201c <em>Se pensiamo, infine, al fatto che ripetere l\u2019anno significa peraltro dover lasciare i compagni, anche dopo il distacco forzato che gi\u00e0 si \u00e8 reso necessario per emergenza sanitaria, non possiamo esimerci dal chiederci se un provvedimento del genere possa avere alcunch\u00e9 di inclusivo<\/em>\u201d.\u00a0E ancora, l\u2019intervento su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.superando.it\/2020\/06\/15\/mal-formulata-quella-norma-sulla-reiscrizione-degli-alunni-con-disabilita\/\"><strong>queste stesse pagine<\/strong><\/a>\u00a0dell\u2019<strong>Osservatorio Scolastico dell\u2019AIPD <\/strong>(Associa- zione Italiana Persone Down), che sottolineano: \u00ab<em>[\u2026]\u00a0<\/em>alunni con disabilit\u00e0 avrebbero maggior giovamento nel mantenere la continuit\u00e0 con i propri compagni di classe e comunque nell\u2019avvalersi dei corsi di recupero e di apprendimento integrativo previsti per tutti gli alunni.\u00a0<em>[\u2026].\u00a0<\/em>In conclusione la norma risulta doppiamente dannosa o, se si vuole, inutile\u00bb.<\/p>\n<p>Posizioni, queste, che mettono in discussione l\u2019emendamento, che vanno sostenute e ampliate per un cambiamento, evitando cos\u00ec un atteggiamento neutro o di attesa o di normalizzazione.\u00a0Certamente il coronavirus ci ha messo in forte difficolt\u00e0, ma non possiamo affermare che il problema della scuola e di ci\u00f2 che stiamo affrontando sia colpa del virus, soprattutto di fronte alle famiglie, agli insegnanti e ai dirigenti che hanno dato il massimo: il problema era ed \u00e8, infatti, in ci\u00f2 che non \u00e8 stato fatto o fatto con superficialit\u00e0 o in modo non adeguato o in chi si \u00e8 defilato.\u00a0Se ricorriamo alla ricerca in atto <a href=\"\/\/026FC66C-A210-44A5-AFD6-63847A75DAE3#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> per la rilevazione del rapporto delle famiglie con la scuola e il tempo libero durante questo periodo faticoso, ritroviamo basso il contatto verso le famiglie da parte degli insegnanti (il 29% da alcuni insegnanti, il 2% da un solo docente e il 5% da nessun insegnante). Inoltre, il 27% delle famiglie non ritiene di essere stato aiutato in modo adeguato. Quest\u2019ultima percentuale evidenzia problemi nell\u2019organizzazione degli insegnanti, assenza dei dispositivi, carico eccessivo, frequente utilizzo del registro elettronico, delega ai genitori per la spiegazione ai figli, poca comunicazione e relazioni, scarsa personalizzazione.<\/p>\n<p>Questa breve sintesi evidenzia che le percentuali non si riferiscono solo agli alunni con disabilit\u00e0, ma anche ad altri: alunni che incontrano difficolt\u00e0 nei diversi livelli delle scuole, agli alunni pi\u00f9 deboli della scuola primaria di prima e seconda classe che stavano affrontando le abilit\u00e0 di base col rischio di essere segnalati per una valutazione finalizzati alle certificazioni, agli alunni definiti con disturbo, agli abbandoni.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><a href=\"\/\/026FC66C-A210-44A5-AFD6-63847A75DAE3#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Ricerca ideata e condotta da Roberto Medeghini, Giuseppe Vadal\u00e0 e Fabio Bocci del Gruppo di Ricerca Inclusione e Disability Studies (GRIDS), appartenente al Laboratorio di Ricerca per lo Sviluppo dell&#8217;Inclusione Scolastica e Sociale del Dipartimento di Scienze della Formazione, Universit\u00e0 di Roma Tre. L\u2019obiettivo era la rilevazione del rapporto di alunni\/studenti e delle famiglie con la scuola e il tempo libero durante questo periodo faticoso.\u00a0Attualmente stiamo analizzando pi\u00f9 di 5000 questionari.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Dove sta, allora, l\u2019inclusione?<\/strong><\/p>\n<p>Il senatore\u00a0<strong>Davide Faraone<\/strong>, che ha presentato l\u2019emendamento di cui si parla, ha affermato che si doveva intervenire per pensare un percorso diverso per gli alunni con disabilit\u00e0: ma quale percorso? Quello della differenziazione tra deficit della disabilit\u00e0 e la normalit\u00e0? Tra Bisogni Educativi Speciali e gli alunni che funzionano nell\u2019apprendere?\u00a0Se cos\u00ec fosse, come si pu\u00f2 parlare di inclusione?\u00a0 \u00c8 evidente che, in questa prospettiva, la produzione delle differenze si basa prevalentemente sulla <em>diversit\u00e0 in negativo<\/em> e sulla <em>categorizzazione<\/em>, esito delle dicotomie normale\/anormale, abile\/disabile. L\u2019inclusione, invece, assume modalit\u00e0 personali e originali senza essere definite da categorie e da criteri deficitari, supera concettualmente e culturalmente la rappresentazione del deficit come propriet\u00e0 interna alla persona, orientando l\u2019attenzione sul presupposto che tutte le persone hanno una loro visione del mondo, modalit\u00e0 e strategie originali e differenti per viverci senza essere definite da categorie e da criteri deficitari.<\/p>\n<p>Questo sfondo del deficit coinvolge ancora un\u2019altra frase di Davide Faraone che \u00e8 in relazione alla precedente: la didattica a distanza era impossibile soprattutto per gli alunni con disabilit\u00e0. Certamente ci possono essere delle difficolt\u00e0 come anche in altri alunni\/studenti, ma il significato \u00e8 che gli alunni con disabilit\u00e0 non hanno capacit\u00e0 di adattarsi. Allora come \u00e8 possibile parlare di inclusione se non \u00e8 stato rovesciato il significato, sottolineando che le modalit\u00e0 della didattica a distanza dovevano modificarsi in modo da includere tutti gli alunni\/studenti? \u00a0\u00a0\u00c8 evidente che, oltre alla differenza deficitaria, la reiscrizione degli alunni con disabilit\u00e0 nella medesima classe deriva anche dalla fissit\u00e0 dei contesti scolastici. Infatti, mentre l\u2019idea di condizione deficitaria della persona con disabilit\u00e0 \u00e8 prevalente, l\u2019incidenza dei contesti risulta secondaria: ne sono esempio le modalit\u00e0 per la didattica a distanza come se gli insegnanti fossero nell\u2019aula e come gestissero i tempi e i carichi di lavoro come prima. In questa prospettiva le forme organizzative e l\u2019insegnamento-apprendimento sono considerati come elementi non modificabili: richiedono, invece, l\u2019adattamento, cio\u00e8 l\u2019adeguarsi a ci\u00f2 che \u00e8 stato proposto, dimenticando il contesto, il clima di classe e le potenzialit\u00e0 degli alunni\/studenti.\u00a0<\/p>\n<p>Seguendo le riflessioni, la scelta di previlegiare i contenuti non \u00e8 stata e non \u00e8 inclusiva: lo \u00e8, invece, lo <em>star bene <\/em>degli alunni\/studenti negli ambienti di apprendimento, di relazioni e nella collaborazione con le famiglie. La stessa cosa avviene nella didattica per la prevalenza dell\u2019omogeneit\u00e0, la delega all\u2019insegnante specializzato per il sostegno col rischio della solitudine dell\u2019alunno\/studente, la diversit\u00e0 dei contenuti: diversamente l\u2019inclusione richiede la cooperazione tra alunni con piccoli gruppi eterogenei anche con video, continuit\u00e0 tra alunni, relazioni e contatti tramite i dispositivi, contenuti ed operazioni concreti, gestione del carico cognitivo e di lavoro, modalit\u00e0 dei tempi e personalizzazioni che non vadano nella differenziazione, ma tali da includere tutte le differenze.\u00a0Come \u00e8 stato sottolineato in precedenza, il superamento delle reiscrizioni lo ritroviamo nel superare gli ostacoli all\u2019apprendimento, nel cambiamento, nella continuit\u00e0\u00a0con i propri compagni di classe e nell\u2019avvalersi delle iniziative, dei corsi di apprendimento integrativo previsti per tutti gli alunni.<\/p>\n<p>Certo, si dovrebbe discutere anche il rapporto tra reiscrizione degli alunni con disabilit\u00e0 alla medesima classe e la bocciatura come opportunit\u00e0, ma non ha significato ed \u00e8 inutile perch\u00e9 sappiamo che la bocciatura \u00e8 un dispositivo di controllo, di selezione e di potere e, allo stesso tempo, una sconfitta della scuola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-2331","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2331","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2331"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2331\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2332,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2331\/revisions\/2332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}