{"id":2420,"date":"2021-01-15T16:18:49","date_gmt":"2021-01-15T15:18:49","guid":{"rendered":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=2420"},"modified":"2021-03-05T13:28:25","modified_gmt":"2021-03-05T12:28:25","slug":"le-risposte-delle-famiglie-e-degli-alunni-studenti-in-merito-alla-scuola-prima-e-durante-il-lockdown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/?p=2420","title":{"rendered":"LE RISPOSTE DELLE FAMIGLIE E DEGLI ALUNNI\/STUDENTI IN MERITO ALLA SCUOLA PRIMA E DURANTE IL LOCKDOWN"},"content":{"rendered":"\n<p>La ricerca \u00e8 stata ideata e condotta da Roberto Medeghini, Giuseppe Vadal\u00e0 e Fabio Bocci del Gruppo di Ricerca Inclusione e Disability Studies (GRIDS), appartenente al Laboratorio di Ricerca per lo Sviluppo dell\u2019Inclusione Scolastica e Sociale del Dipartimento di Scienze della Formazione, Universit\u00e0 di Roma Tre, avvalendosi della collaborazione del sociologo Walter Nanni (Caritas Italiana) e del Dott. Gianmarco Bonavolont\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. Come gi\u00e0 indicato, l\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di rilevare il rapporto degli alunni\/studenti e delle loro famiglie con la scuola e il tempo libero durante il periodo faticoso del lockdown per la Pandemia Covid-19.\u00a0La rilevazione ha coinvolto 5000 persone, alle quali riteniamo sia dovuta una sintesi delle risposte maggiormente significative.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>LE RISPOSTE DELLE FAMIGLIE <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Coinvolgere le famiglie significa <em>ascoltarle<\/em> per potenziare la collaborazione con la scuola attraverso confronti positivi senza conflitti e senza l\u2019utilizzo del potere. Quindi, risulta interessante leggere la vita scolastica ed extrascolastica degli studenti dal punto di vista dei genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>In classe prima e durante il lockdown delle figlie\/i<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Star bene in classe prima del coronavirus e la reazione alla chiusura della scuola hanno avuto in generale risposte diverse: \u201c<em>andare volentieri a scuola<\/em>\u201d e \u201c<em>le positivit\u00e0 delle relazioni con le\/i compagne\/i<\/em>\u201d si posizionano rispettivamente al 85.7% e al 90%, mantenendosi anche nei diversi ordini scolastici. Le reazioni alla <em>chiusura della scuola<\/em> presentano, invece, risposte diversificate: secondo i genitori il 49.7% dei figli\/e si sono dimostrati \u201c<em>non contenti e dispiaciuti<\/em>\u201d e il 35.9% \u201c<em>contenti e molto contenti<\/em>\u201d. In particolare, la chiusura delle scuole \u00e8 stata accolta in positivo dagli studenti della Secondaria di primo grado (40.3%), mentre si sono dimostrati maggiormente dispiaciuti i figli\/e frequentanti la scuola Primaria (52.8%). Fa riflettere il confronto tra le alte percentuali dell\u2019\u201candar volentieri a scuola\u201d e dello \u201cstar bene con compagni\/e\u201d orientati alle relazioni e dello stare insieme e le percentuali dei \u201ccontenti e molto contenti\u201d della chiusura delle scuole che risentono del carico dell\u2019apprendimento. Inoltre, \u00e8 da sottolineare che la presenza di un disturbo di apprendimento o di una disabilit\u00e0 (che nell\u2019economia di un\u2019analisi complessiva dei dati vengono considerati come un\u2019unica categoria) modifica la percentuale:<\/p>\n<ul>\n<li>70,5% dei genitori degli studenti con certificazione asserisce che i loro figli vadano a scuola volentieri (diversamente dalla media complessiva pari a 85,7%) e che il 23,5% ci vada poco volentieri (contro il dato complessivo pari a 9,5%);<\/li>\n<li>il 79% sostiene che il figlio con certificazione si trova bene con i compagni e le compagne (diversamente dal dato sul campione complessivo che si attesta attorno al 90%), mentre il 17% sostiene si trovi poco bene nella relazione con le compagne e i compagni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Difficolt\u00e0 nell\u2019apprendimento e nella didattica <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 nell\u2019apprendimento<\/strong><\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 sono state divise tra difficolt\u00e0 e Bisogni Educativi Speciali fra i quali sono inseriti anche gli alunni\/studenti con DSA (42.94%) e con disabilit\u00e0 (7.47%). Le risposte a \u201c<em>Sua\/o figlia\/o ha difficolt\u00e0 nell\u2019apprendimento<\/em>?\u201d indicano in generale una percentuale di 13.4%: distribuendo le risposte tra i gradi delle scuole, si coglie una differenza tra primaria (11.6%) e la scuola di secondo grado (17,1%). Le risposte a \u201c<em>Figlia\/o deve essere aiutata\/o nei compiti?<\/em>\u201d, invece, indicano in generale che un quarto degli alunni necessita di aiuto.\u00a0 Questo dato si ripresenta con la distribuzione nei gradi della scuola: infatti la scuola primaria evidenzia la necessit\u00e0 di essere aiutati nei compiti nel 28.5%, una percentuale del 23% nella secondaria di primo grado e il 13.6% nella scuola di secondo grado.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Le difficolt\u00e0 delle famiglie nella gestione della didattica<\/strong><\/p>\n<p><em>Le difficolt\u00e0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019analisi ha rilevato il 92% delle difficolt\u00e0 delle famiglie nella gestione della didattica. In generale, le cause principali vengono, qui, presentate in ordine progressivo dal primo al quarto livello:<em> la<\/em> <em>quantit\u00e0 dei compiti, il tempo ridotto per seguire i figli nei compiti, il numero insufficiente dei dispositivi e alla difficolt\u00e0 della connessione della rete<\/em> La distribuzione nei gradi della scuola mostra, per\u00f2, alcune differenze: le principali difficolt\u00e0 nella scuola primaria sono, il <em>tempo ridotto <\/em>(37.8%)<em> e la quantit\u00e0 dei compiti <\/em>(30.6%); nella scuola secondaria di primo grado la <em>quantit\u00e0 di compiti <\/em>(31,2%) e il <em>tempo ridotto <\/em>(27.2%) con l\u2019aggiunto della <em>difficolt\u00e0 della rete <\/em>(23.8%); nella scuola secondaria di secondo grado, invece, si presentano <em>difficolt\u00e0 della rete <\/em>(27.3%) e la <em>quantit\u00e0 dei compiti <\/em>(25.8%). Gli esiti indicano difficolt\u00e0 simili nei tre ordini di scuola, ma che non si posizionano allo stesso modo: ad esempio, il problema principale della scuola primaria \u00e8 <em>il tempo ridotto<\/em>, la <em>quantit\u00e0 dei compiti<\/em> della secondaria di primo grado e la <em>difficolt\u00e0 di rete<\/em> della secondaria di secondo grado.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>I compiti <\/em><\/p>\n<p>Un aspetto delle difficolt\u00e0 \u00e8 <em>\u201crimanere nei tempi dei compiti indicati dagli insegnanti\u201d<\/em> la cui percentuale media delle tre scuole si colloca al 76.3%: il resto si distribuisce tra l\u2019impedimento nel mantenersi nel tempo (5.3%), le risposte che non danno un parere (12.5%) e opinioni diverse (6.2). Analizzando quest\u2019ultime, si trovano risposte che rientrano nella difficolt\u00e0 a gestire il tempo dei compiti: \u201ca volte riesco\u201d, \u201cnon sempre\u201d, \u201cmolta fatica\u201d. Ci\u00f2 indica che la percentuale del 5.3% dovrebbe aumentare, soprattutto in presenza della quantit\u00e0, della difficolt\u00e0 dei compiti e del tempo ridotto a disposizione delle famiglie.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>Come i genitori si organizzano durante il lockdown<\/em><\/p>\n<p>I genitori seguono i suggerimenti dei docenti della primaria nel 48.77%, nel 42% della secondaria di primo grado, mentre nella secondaria di secondo grado si riducono significativamente al 23%. \u00c8 evidente che quest\u2019ultima differenza sia dovuta ad un\u2019autonomia superiore la quale si presenta anche in altre modalit\u00e0: ad esempio, i genitori con figli alla scuola primaria decidono i tempi dei compiti nel 27%, mentre nella scuola secondaria di primo e di secondo grado le percentuali si collocano rispettivamente al 5,9% e al 3,8%; inoltre, il consenso per la gestione dei compiti da parte dei figli si posiziona al 4.7% nella primaria e, rispettivamente, al 34.44% e 64.32% nelle scuole rimanenti. Nelle risposte aperte i genitori segnalano difficolt\u00e0 nel far conciliare il tempo smartworking o il lavoro fuori casa con l\u2019aiuto ai compiti e al video lezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Gli aiuti degli insegnanti e le risposte delle famiglie<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0&#8220;<\/strong><em>Gli insegnanti seguono e aiutano la figlia\/o?\u201d<\/em><\/p>\n<p>I genitori sottolineano che l\u2019intervento da parte di tutti gli insegnanti \u00e8 solo il 56% e sommando le aree di \u201csolo alcuni insegnanti\u201d \u201csolo uno insegnante\u201d e \u201cnessun intervento\u201d degli insegnanti si trovano davanti alla percentuale circa del 40%: l\u2019esito generale \u00e8 similare alla distribuzione delle risposte nei diversi gradi delle scuole. I genitori hanno evidenziato che l\u2019intervento limitato degli insegnanti \u00e8 causato da: gli scarsi contatti diretti, l\u2019organizzazione della didattica a distanza, la funzionalit\u00e0 dei dispositivi, la priorit\u00e0 di assegnare i compiti, la delega ai colleghi: in questa prospettiva viene meno sia l\u2019aiuto che la personalizzazione.<\/p>\n<p><em>\u201cCome genitore quanto si sta sentendo aiutato dagli insegnanti?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Molto spesso si fa riferimento alla collaborazione fra insegnanti e genitori: quale esito si \u00e8 presentato in questo tempo del coronavirus? In generale, l\u2019esito delle risposte positive sopra la sufficienza (10.90%) si colloca al 61.70% e il risultato della distribuzione nei diversi gradi delle scuole si presenta similare. Naturalmente le risposte sono positive e indicano la presenza di insegnanti che seguono gli alunni\/studenti, attivando \u201ccontatti, aiuto, comunicazione, esercizi mirati\u2026\u201d.\u00a0 Al contrario, quasi un terzo delle famiglie ha valutato negativamente le modalit\u00e0 utilizzate dagli insegnanti:\u201d poca disponibilit\u00e0, solo didattica, assenza di contatti e di relazioni, disorganizzazione e delega alle famiglie le spiegazioni dei compiti e dello studio\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>I dispositivi <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>\u201cQuali modalit\u00e0 durante l\u2019azione didattica?\u201d <\/em><\/p>\n<p>Questa domanda mette a confronto prevalentemente l\u2019utilizzo dei video lezioni in sincrono e dei libri. Certamente la videoconferenza \u00e8 utile per le lezioni, ma quanto vengono utilizzati i libri?In generale, le video lezioni in sincrono sono utilizzate per l\u201982.52% e le video lezioni registrate dall\u2019insegnante per 11.11%: sommati arrivano al 93.63%. Quest\u2019ultimo dato lo si trova nella secondaria di primo e secondo grado con rispettivamente il 98.43% e il 97.52%., mentre la percentuale della primaria si colloca al 88% assieme alla percentuale del 24% del video lezione registrati dagli insegnanti.<\/p>\n<p>E l\u2019utilizzo dei libri? In generale si colloca quasi al 5% e nella distribuzione tra secondaria di primo e secondo grado la percentuale si colloca rispettivamente al 1.24% e 0.68%: un 10% nella primaria.Gli esiti richiedono diverse riflessioni che faremo: adesso, per\u00f2, possiamo sottolineare che una didattica adeguata deve equilibrarsi tra dispositivi digitali, testi e libri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Il Futuro<\/strong><\/p>\n<p>Quando si rientrer\u00e0, quale scuola vorreste? Le risposte dei genitori si dividono su tre ambiti: un 30% si orienta ad una scuola come prima e il resto \u00e8 divisa tra una modificazione parziale (53.5%) e una scuola completamente diversa (11.6%). La distribuzione delle risposte in merito alla modificazione parziale indica un 50.5% della scuola primaria, un 54.4% della secondaria di primo grado e un 6.4% della secondaria di secondo grado. I motivi del cambiamento riguardano l\u2019organizzazione e la collaborazione, l\u2019accoglienza, l\u2019inclusione, a misura degli alunni\/studenti, classi meno numerose, scuola sicura e con igiene, innovazione delle modalit\u00e0 di insegnamento, tecnologia come supporto, lezioni in presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019EXTRASCUOLA VISTA DA CASA. TEMPO E RELAZIONI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il lockdown ha rappresentato indubbiamente una singolare occasione di vivere il medesimo tempo dentro il medesimo spazio per genitori e figli: entrambi hanno vissuto l\u2019impossibilit\u00e0 di avere un tempo proprio, un tempo differenziato anche in base al ruolo e all\u2019et\u00e0. Per i genitori \u00e8 stata l\u2019occasione (non semplice) di vivere il tempo dei propri figli. Le possibilit\u00e0 relazionali, le amicizie, la modalit\u00e0 di trascorrere il tempo a casa (prima e dopo il lockdown) dipendono ovviamente molto dall\u2019et\u00e0 degli studenti.<\/p>\n<p><strong>Differenze significative<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>Amicizie<\/em><\/p>\n<p>Le amicizie dei bambini pi\u00f9 piccoli sono spesso le amicizie familiari. Risulta interessante notare che i genitori dichiarano che la quantit\u00e0 di amicizie \u00e8 inversamente proporzionale al crescere del grado scolastico:<\/p>\n<ul>\n<li>il 75,3% della scuola primaria ha molti amici e il 20,6% ne ha pochi<\/li>\n<li>il 67,9% della scuola secondaria di I grado ha molti amici e il 28,4% ne ha pochi<\/li>\n<li>il 59,3% della scuola secondaria di II grado ha molti amici e il 35,9% ne ha pochi<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo dato sembra stridere piuttosto significativamente con la frequenza con cui gli studenti (agli occhi dei genitori) riescono a mantenere i contatti con le proprie amicizie:<\/p>\n<ul>\n<li>solo il 30,6% dei bambini della scuola primaria mantiene un contatto quotidiano contro il 69,7% degli studenti della scuola secondaria di I grado e addirittura l\u201981,1% degli studenti della scuola secondaria di II grado.<\/li>\n<li>il 59% dei bambini della scuola primari ha contatti solo saltuari con amiche e amici, contro il 27% degli studenti della scuola secondaria di I grado e addirittura il 16% degli studenti della scuola secondaria di II grado.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Il tempo<\/em><\/p>\n<p>\u201cLa gestione del tempo\u201d assume connotazioni differenti in base al grado scolastico frequentato dal figlio: se i genitori di bambini della scuola primaria si attestano su valori pi\u00f9 alti di difficolt\u00e0 (il 21,7% risponde convalori tra 8 e 10), i genitori degli studenti della scuola secondaria di I grado che indicano valori elevati di difficolt\u00e0 sono il 16% e addirittura il 9,9 quelli della secondaria di II grado<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La variabile DSA\/Disabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 della variabile \u201cgrado scolastico\u201d incide per\u00f2 l\u2019eventuale presenza di un disturbo di apprendimento o di una disabilit\u00e0 (che nell\u2019economia di un\u2019analisi complessiva dei dati vengono considerati come un\u2019unica categoria). Risulta infatti interessante notare che:<\/p>\n<ul>\n<li>rispetto alle amicizie si evidenzia un calo non indifferente: il 47,5 dichiara che il proprio figlio o la propria figlia abbia pochi amici e addirittura nessuno per il 3%, mentre le percentuali sul dato complessivo rivelavano un 27% di genitori che valutavano poche le amicizie e quasi nessuno che denunciasse l\u2019assenza di amicizie<\/li>\n<li>anche il mantenimento delle amicizie durante la quarantena, di conseguenza, assume connotazioni differenti: per i genitori degli studenti con certificazione il 45% mantiene contatti saltuari, dato pi\u00f9 elevato di quanto risulta nella media complessiva (38%), mentre il 45% mantiene contatti quotidiani (contro il 56% della media)<\/li>\n<li>per quanto riguarda il tempo trascorso in casa durante il lockdown, si evidenzia una maggiore difficolt\u00e0 nella \u201cgestione del tempo in assoluto\u201d per i genitori di bambini o ragazzi con certificazione. In effetti, il 28,5 dei rispondenti si attesta su un livello di difficolt\u00e0 piuttosto elevato (con valore da 8 a 10), mentre la media complessiva, sugli stessi valori, si attesta attorno al 17%<\/li>\n<li>coerentemente con il punto precedente, anche la \u201cgestione del tempo libero\u201d evidenzia livelli difficolt\u00e0 differenti: 23,5% dei rispondenti colloca un valore di difficolt\u00e0 tra 8 e 10 mentre nella media complessiva, si collocava sugli stessi valori il 17%<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il Futuro. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Alcuni elementi complessivi di comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>I genitori auspicano un territorio gi\u00e0 rispondente ai loro desideri e bisogni rispetto a quello che abitavano: il 56,9% vorrebbe la propria citt\u00e0 parzialmente diversa, il 14,7 % la vorrebbe addirittura completamente diverso. Un aspetto interessante della comunit\u00e0 di vita riguarda la capacit\u00e0 ella stessa di rappresentare un supporto in un tempo non facile come quello dell\u2019isolamento forzato che abbiamo dovuto vivere da fine febbraio: 1\/3 dei genitori che hanno risposto al questionario ha trovato poco aiuto da amici e amiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0LE RISPOSTE DEGLI ALUNNI\/STUDENTI<\/strong><\/p>\n<p>Coinvolgere gli alunni\/studenti significa ridare la loro voce e la possibilit\u00e0 di esprimere risposte, obbligandoci ad una riflessione. Andando a leggerle, scopriamo che questo tempo assume una ricchezza e una versatilit\u00e0 che il mondo adulto dovrebbe provare a prendere in considerazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>In classe prima e durante il lockdown<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Star bene in classe prima del coronavirus e la voglia di ritornare nella scuola durante il lockdown hanno avuto in generale risposte positive ma diverse: la prima (Star bene in classe) si posiziona al 88.55%, mentre l\u2019altra (Voglia di ritornare) al 75%. Perch\u00e9 la percentuale si abbassa? Analizzando gli esiti specifici dei gradi delle scuole, si evidenzia che la differenza \u00e8 dovuta alla scuola secondaria di primo grado con uno scostamento del 16% dalla Secondaria di secondo grado. Fa riflettere che il 90% degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado riducono la scelta di tornare a scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Le risposte degli alunni\/studenti in merito a\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>La didattica alla distanza<\/strong> \u00e8 un tema analizzato ed \u00e8 fonte di differenze tra specialisti, insegnanti, pedagogisti, politici\u2026 Gli alunni\/studenti, invece, non vengono interpellati o solo in parte, mentre questa ricerca ha dato voce agli alunni e studenti. Quali sono le loro risposte alla domanda: \u201c Cosa ne pensi di questa modalit\u00e0 di interagire con i tuoi insegnanti?\u201d Quali sono le loro risposte?Le risposte degli alunni si suddividono tra positivi (cosa nuova, divertente, interessante \u2026 51.9%) e negativi (gli insegnanti si limitano ad assegnare i compiti, non sono abituati, manca il contatto diretto \u202646.2%). Tra le risposte positive la maggior parte ha selezionato \u201cla novit\u00e0\u201d, mentre tra quelle negative emerge \u201cl\u2019assenza del contatto diretto\u201d.La distribuzione delle risposte nella Scuola primaria e Secondaria di primo grado conferma la valutazione in negativo, mentre nella Secondaria di secondo grado si evidenzia una scelta in positivo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>I compiti <\/strong><\/p>\n<p><em><u>Qualit\u00e0, quantit\u00e0<\/u><\/em><strong>. <\/strong>Le risposte degli alunni\/ studenti hanno indicato se i docenti hanno modificato modalit\u00e0, qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei compiti. Domanda: \u201cCome valuti i compiti assegnati dagli insegnanti?\u201d Quali sono le risposte degli alunni? Anche in questo ambito le risposte sono state divise in due aree: ambito del cambiamento (qualit\u00e0 dei compiti) il 26.2% e ambito senza cambiamenti (compiti come prima e soprattutto pi\u00f9 compiti) il 72.4%. Interessante sottolineare che le risposte alla domanda \u201cmaggior insegnanti assegnano compiti pi\u00f9 di prima\u201d troviamo 25.50% nella primaria e 45.4% nella secondaria di secondo grado.<\/p>\n<p><em><u>Tempo.<\/u><\/em> Le risposte degli alunni\/studenti in merito alla quantit\u00e0 di tempo dedicato per compiti e studio si collocano maggiormente su un\u2019ora, due-tre ore (maggiormente scelta) e tre-cinque ore al giorno. Analizzando la distribuzione delle risposte tra le scuole si colgono delle differenze: la primaria con tempi tra un\u2019ora e due\/tre ore con prevalenza di quest\u2019ultime; le secondarie di primo e di secondo grado tra un\u2019ora, tre\/cinque ore con prevalenza di due\/tre ore dove si rileva una maggior utilizzo di tempo nella secondaria di primo grado.<\/p>\n<p>Presentiamo alcuni dati:<\/p>\n<ul>\n<li>nella scuola primaria il tempo dei compiti ha subito un considerevole aumento (il 42% afferma di avere pi\u00f9 compiti rispetto a prima)<\/li>\n<li>nella scuola secondaria di I grado il tempo dei compiti \u00e8 sostanzialmente invariato (per il 52% degli studenti) quando non addirittura diminuito (per il 25%)<\/li>\n<li>nella scuola secondaria di II grado il tempo il 37% degli studenti considera diminuito i tempo necessario allo studio e il 44% lo ritiene invece invariato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli esiti ci propongono alcune domande: perch\u00e9 quasi la met\u00e0 degli alunni della primaria necessitano di 2\/3 ore al giorno? Per quale motivo gli alunni della secondaria di primo grado utilizzano tempi maggiori rispetto alla secondaria di secondo grado?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La qualit\u00e0 delle spiegazioni e delle lezioni degli insegnanti <\/strong>\u00e8 un tema importante in quanto le risposte degli alunni e degli studenti aiutano a comprendere se c\u2019\u00e8 stato un cambiamento delle spiegazioni\/lezioni. Le domande si suddividono in tre aree: \u201cTutti spiegano diversamente?\u201d, \u201cAlcuni spiegano diversamente?\u201d, \u201cTutti spiegano uguale a prima?\u201d Gli esiti in generale indicano che sopra la met\u00e0 degli alunni\/studenti si sono orientati verso \u201cTutti spiegano uguale a prima\u201d; la domanda inerente \u201cAlcuni spiegano diversamente\u201d, presenta una differenza del 10% in meno rispetto alla domanda precedente e solo 1.2% per \u201cTutti spiegano diversamente?\u201d.\u00a0 La distribuzione delle risposte presenta, per\u00f2, differenze tra i gradi delle scuole: la primaria mantiene prevalentemente le spiegazioni\/lezioni uguali come prima con il tentativo di \u201calcuni insegnanti\u201d per una spiegazione diversa (21.2%); la secondaria di primo grado mantiene anch\u2019essa una percentuale superiore alla met\u00e0 del percentuale ma allo stesso tempo, attiva \u201calcuni insegnanti\u201d per utilizzare modalit\u00e0 diverse (41.6%); la secondaria di secondo grado, invece, si discosta significativamente dalla primaria. Da sottolineare che tutte le risposte delle diverse scuole verso la domanda \u201cTutti spiegano diversamente?\u201d sono assai ridotte, un esito che sottolinea la presenza di un problema che frena il cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>I contatti con gli insegnanti e i dispositivi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>I contatti. <\/strong>Le risposte, inerenti i contatti con gli insegnanti e con quali dispositivi, permettono di cogliere la quantit\u00e0 degli insegnanti che attivano i contatti con gli alunni\/studenti e la tipologia dei dispositivi. L\u2019analisi, inerente i contatti, rileva il 60% dell\u2019intervento di \u201ctutti gli insegnanti\u201d e il 34% solo di \u201calcuni insegnanti\u201d. Analizzando la distribuzione delle risposte tra le scuole si colgono le differenze: la scuola secondaria di primo grado, infatti, ha un numero maggiore di presenze di \u201calcuni insegnanti\u201d e minore di presenze in \u201cTutti insegnanti\u201d (53%) rispetto alla primaria e la secondaria di secondo grado che si collocano sopra il 60%. Naturalmente \u00e8 da interrogarci perch\u00e9 i contatti con gli alunni\/studenti non siano attivati da tutti gli insegnanti.\u00a0<\/p>\n<p><strong>I dispositivi. <\/strong>Quali dispositivi per i contatti? La scuola e gli alunni\/studenti hanno utilizzato prevalentemente le piattaforme digitali con percentuali in crescendo dalla scuola primaria alla secondaria di primo e di secondo grado. Inoltre l\u2019utilizzo del dispositivo Whatsapp direttamente con gli allievi vieni utilizzato prevalentemente dalla secondaria di secondo grado, mentre Whatsapp tramite genitori viene preso in considerazione dalla scuola primaria. Il Registro elettronico viene scelto da un terzo in ciascun ordine di scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Le frequenze degli insegnanti nelle lezioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le frequenze permettono di individuare la presenza degli insegnanti nelle lezioni: i dati in generale indicano che le frequenze dei docenti in tutti i giorni si attestano sul 74.4%. Analizzando la distribuzione delle risposte degli alunni\/studenti tra le scuole si evidenzia che la primaria ha una bassa frequenza degli insegnanti nelle lezioni di tutti i giorni e una met\u00e0 della frequenza in \u201cOgni tanto\u201d, mentre la secondaria di primo e di secondo grado della si collocano tra l\u2019ottanta e il novanta per certo in tutti i giorni. Confrontando le frequenze alle lezioni della primaria e i tempi dei compiti si pu\u00f2 ipotizzare che la scarsit\u00e0 delle lezioni viene compensata dai compiti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<strong><em>Il futuro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quando si rientrer\u00e0, quale scuola vorresti? Le risposte degli alunni\/studenti si dividono su tre ambiti: met\u00e0 si orientano ad una scuola come prima e il resto \u00e8 divisa tra una modificazione parziale e una scuola completamente diversa che non supera l\u2019undici per cento. La distribuzione delle risposte indica trequarti della scuola primaria per la posizione tradizionale, un terzo della secondaria di primo grado e una met\u00e0 della secondaria di secondo grado per una modificazione parziale.\u00a0 I motivi del cambiamento di quest\u2019ultime scuole secondarie riguardano la collaborazione, l\u2019accoglienza, le modalit\u00e0 di insegnamento, la nuova strutturazione delle aule con pulizia e l\u2019attenzione al territorio (inquinamento&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>NELL\u2019EXTRA SCUOLA DURANTE IL LOCKDOWN<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Prima della chiusura forzata i bambini della scuola primaria (6-10 anni) utilizzavano il tempo a disposizione privilegiando le attivit\u00e0 sportive con il 30% dei rispondenti (da sempre occasioni di incontro mediato da figure adulte), per incontrare gli amici in contesti informali (19%), giocando con i videogiochi (23%) e guardando la TV (15%). Anche i preadolescenti (studenti della secondaria di II grado), privilegiavano le attivit\u00e0 sportive (25%), gli incontri informali con gli amici (20%), i videogiochi (24%), mentre la TV risulta aver perso molto del suo appeal per essere sostituita dallo smartphone (10,5%). Gli adolescenti (secondaria di II grado), a loro volta, privilegiavano nettamente l\u2019informalit\u00e0 degli incontri con gli amici (26%), le attivit\u00e0 sportive (pur con un calo significativo al 21,5%), la musica (16%) e lo smartphone (15%), mentre TV (6,5%) e videogiochi (13%) vanno ad occupare uno spazio e un\u2019importanza pi\u00f9 marginali. Durante il lockdown gli adolescenti evidenziano una capacit\u00e0 di trasformazione delle modalit\u00e0 di trascorrere il medesimo tempo con gli amici, modificando lo strumento e non rinunciandovi. In effetti la grande maggioranza degli intervistati (66%) afferma di avere un contatto quotidiano con gli amici, diversamente da quanto riescono a fare preadolescenti (57,5%) e bambini (16%). L\u2019et\u00e0 incide sulla possibilit\u00e0 di relazioni a distanza sia quantitativamente sia qualitativamente. Risulta infatti evidente che per gli studenti della scuola primaria i contatti con gli amici sono molto pi\u00f9 altalenanti quando non addirittura assenti. Con il crescere dell\u2019et\u00e0 aumenta anche la frequenza dei contatti, quasi quotidiana, come detto, per gli studenti della Secondaria di II Grado. Anche le modalit\u00e0 e gli strumenti comunicativi evidenziano differenze significative. Rispetto al tipo di canale di comunicazione gli adolescenti sembrano prediligere nettamente chat come WhatsApp (36,5%) o chat di Social Network (27,5%), mentre i pi\u00f9 piccoli prediligono le videochiamate. Rispetto agli strumenti \u00e8 interessante notare come con il crescere dell\u2019et\u00e0 sembra che la videochiamata perda di fascino e sia meno utilizzata: in effetti \u00e8 utilizzata dal 48% dei bambini della scuola primaria, dal 32,5% degli studenti della secondaria di I grado e dal 28,5% degli studenti della secondaria di II grado. Quasi nessuno afferma di telefonare.<\/p>\n<p><strong><em>Quale tempo oltre la scuola?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La chiusura della scuola \u00e8 coincisa (paradossalmente?) con una privazione del tempo extrascolastico, quasi come se la sparizione di Spider Man comportasse quella di Peter Parker e non il contrario. La scuola occupa di gran lunga la maggioranza del tempo di vita degli studenti, sia in epoca di scuola \u201cin presenza\u201d sia in questa nuova (e transitoria) era di scuola \u201ca distanza\u201d. Quello che resta del tempo in casa \u00e8 trascorso giocando in famiglia (13%), con i videogiochi (12%) e guardando la tv (11%) per la primaria, al telefono con gli amici (14%) e con i videogiochi (11%) per gli studenti della secondaria di I grado, al telefono con gli amici (15%) e sui social networks (11%) per gli studenti della secondaria di II grado. Quali sono i rischi che si possono intravedere dietro l\u2019occupazione del tempo scuola sconnesso (perch\u00e9 distante) dal tempo personale e sociale? Innanzitutto la possibilit\u00e0 che venga tolto lo spazio alle relazioni (che a scuola si sarebbero generate) e il rischio di dimenticarsi del ruolo catalitico della scuola rispetto alle relazioni, al clima e al contesto sociale.<\/p>\n<p><strong><em>Quale futuro? (i desiderata di studenti)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Alla domanda relativa ai desideri della citt\u00e0 futura, al \u201ccome vorresti al tua citt\u00e0\u201d, si sono evidenziati risultati molto diversi in rapporto all\u2019et\u00e0, frutto sicuramente di una consapevolezza diversa, di una storia e (forse) di un\u2019aspettativa capace (o meno) di fare i conti con lo stato di realt\u00e0. I ragazzi della secondaria di II grado si sono disposti tra un desiderio di cambio parziale (45%) del proprio territorio e la conservazione della situazione ante-covid (45%), mentre gli studenti della secondaria di I grado (62%) e quelli della primaria (63,5%) desiderano una citt\u00e0\/un paese esattamente uguale a quello che abitavano prima della quarantena<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2420","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2420"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2421,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2420\/revisions\/2421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/disabilitystudies.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}